Pelle Nabuk

La pelle nabuk viene spesso confusa con la pelle scamosciata: sono infatti molto simili sia alla vista che al tatto, ma le differenze sono comunque presenti ed evidenti.
Primo di tutti varia la parte di pelle utilizzata durante il processo di realizzazione: pur essendo sempre pelle di bovino, vitello, cervo o altri animali, vengono scelte, a seconda del tipo, la parte esterna o la parte interna. Le metodologie di produzione sono pressocchè analoghe: in entrambi i casi vi è un processo di concia, seguito ad una smerigliatura per ottenere l’effetto finale; cambia soprattutto la parte della pelle che viene utilizzata.

La pelle nabuk ottiene diverse colorazioni artificiali grazie alla tintura all’anilina con processo passante, ovvero un processo di tintura che non rimane sulla superficie ma penetra negli strati inferiori: ciò permette di evitare che il materiale si scolori ai primi graffi, rivelando il colore naturale.

Teniamo a sottolineare che il nabuk è una pregiata lavorazione della vera pelle. Al giorno d’oggi sono disponibili anche diversi tessuti artificiali che simulano l’effetto del nabuk o della pelle scamosciata. Attenzione a non confondere il prodotto reale con similpelli di natura sintetica ma con effetto nabuk: queste ultime non saranno assolutamente traspiranti e non garantiranno lo stesso comfort.

Differenze con la Pelle Scamosciata

Le principali differenze riguardano la parte di epidermide utilizzata. Per la pelle scamosciata viene scelta la parte interna, definita “crosta”, più regolare ed omogenea.
La pelle nabuk, invece, utilizza la parte esterna, ovvero quella “pieno fiore”: questo genere di pelle si contraddistingue per la presenza di diverse caratteristiche dell’epidermide dell’animale, come pori, venature o eventualmente anche tracce di cicatrici. Questa differenza rende quest’ultima nettamente più resistente e duratura, nonché unica e di conseguenza più pregiata.

Manutenzione e Pulizia

Un rivestimento così delicato è molto facile da macchiare se non si prestano i giusti accorgimenti. Anche solo il tessuto dei jeans o l’inchiostro di un quotidiano, infatti, potrebbero rovinarne irrimediabilmente la superficie.
Per la pulizia sarà necessaria una spazzola lucidante a setole morbide e dei prodotti specifici per la pulizia del nabuk; saranno inoltre d’aiuto panni morbidi in microfibra e in pelle. Evitare l’uso di prodotti liquidi se non estremamente necessari: per ottenere risultati positivi, effettuare la procedura di pulizia finché la macchia è ancora fresca.
Durante l’utilizzo del divano sarà importante evitare l’accumulo di polvere e rimuovere delicatamente ogni traccia di sporcizia quanto più spesso possibile: ci si potrà aiutare con una spazzola lucidante, effettuando delicatamente movimenti circolari ed evitando di concentrarvi per troppo tempo in un determinato punto o di strofinare con troppa intensità.
Nel caso la macchia non dovesse andare via, rivolgetevi a dei professionisti piuttosto che insistere: rischiereste soltanto di rovinare la superficie.

Ricordiamo che questa pagina ha il solo scopo di consigliare in linee generali un comportamento da adottare con determinati rivestimenti. Saranno preferenziali eventuali guide o manuali forniti dal produttore. MKZ Arredo di Zavarise P. e C. S.A.S. non si assume la responsabilità in caso di danni dovuti ad una errata pulizia del materiale.

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